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Condizioni Generali Dell'Andamento Della Specie Umana
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Pomeriggio dopo l'orale

Fine.
E' l'unica parola che importa, è l'unico accostamento di sillabe che conta.
Fine.
Finalmente.
E chissenefrega del voto, sinceramente: l'importante son le soddisfazioni che uno si toglie:
- riprova delle capacità scrittorie con conferma del 15/15 nel tema
- il mio dialogo (che credo di poter pubblicare da qualche parte) è stato letto ed è piaciuto anche alla commissione (per questo dico: grazie Baricca!!)
- la tesina pareva molto molto interessante, solo che eravamo ad un esame di maturità e non ad un corso monografico...peccato.
- son riuscita a spiegare la patafisica a quella "miscredente per scherzo" della prof Zurli. Solo, se forse avessi usato la stessa calma anche davanti alla commissione, sarebbe magari andato meglio.
Ma non importa; ormai fabula acta est.

Notte prima dell'orale

La prima cosa dopo tanto tempo che mi viene spontanea dire è "finalmente", per tanti motivi: finalmente ho ripreso a scrivere a caso su questo space (che forse non merita la dicitura di "blog", dopo tutto) e finalmente domani c'è il capitolo conclusivo di un lungo ciclo di studi attraverso paradigmi di verbi greci più o meno astrusi, autori più o meno sconosciuti e differenti visioni del mondo.
Domani.
Domani, l'appuntamento è alle ore 10. O meglio, io dovrò presentarmi alle ore 8.
Cosa da evitare:
- girata di testa da sopra il cuscino per guardare la sveglia lampeggiare perfida "08.05", perdere 5 secondi per riflettere se per caso mi fossi dimenticata di cambiare l'orario - che è noto, si cambia alla fine di giugno, no? non si tolgono 40 minuti così chi è in ritardo può recuperare? -
E mi sento come Socrate.

Delirium

Oh, pezzo di pizza!
Un pensiero mi attizza,
sentendo la freschezza
del formaggio che olezza
(di buono) e il pomodoro fino,
prelibato e sopraffino ,
steso come erba sotto un pino,
chè in montagna è più facile trovare i funghi

Ma sulle mie pizze no perchè non mi paiono buoni...
e la tenue salsiccia
che tutta impiastriccia
del suo parco sughetto
al cot o crud prosciutto
tagliat testè a filetto
e impiantato come i geni dei salmoni
nelle fragole finlandesi
 

Allor, rischiando una paresi,
in acrobatica gestura
[ahi, descriver cosa dura!]

Ti avvicino io alla bocca
che cibo più non tocca
[da questa mattina, quando ho pranzato]
e ti addento con moderata ferocia,
in modo che non nuocia
alla tua pasta morbidosa
la mia dentatura che osa
farti a pezzi e a pezzettini...
come una manciata di salatini
 
E mentre si rumina,
si illumina come d'immenso
[e con odor di incenso, tipo in chiesa]
 
La mente mia sospesa tra la degustazione
di un pranzo prelibato
e un pensiero da prelato,
anche se un po' protestante
e tendente al metodista
[ma senza sfociar nell'essere nazista!]
che forse la pizza non sa che cosa sia...
allordunque necessita di un'opera pia!
 
Così si parte in missione
salendo sull'arcione
di un ronzino stanco,
scelto a caso dal branco,
a cui manca un po' di bronco
[è qui che dice: "ma io mi stronco!"]
e di sicur non ha abbastanza fiato...
cerchiamone dunque un altro al mercato.
 
Ed ecco alla fiera del cavallo,
dove ogni vassallo, valvassino e valvassore,
vende compra e noleggia a tutte l'ore
destrieri, paranchi e carrozzieri...
pure selle sellini e scellini,
ma anche sterline e pence e lire
- non aveva ancora l'euro il mercante,
 o povero dinosauro! -
 
Epper finire la nostra storia,
acchè un'altra sta per aver inizio,
però ormai ho tolto lo sfizio
e non mi va di continuar...
propongo a voi tutti,
fedel'auditori,
non far sforzi desolfori,
eppur di andare un po' a...

Io non mi sento un terzino - ma per fortuna o purtroppo lo sono

Riprendo la mia abitudine di trattare a volte questo mio blog come se fosse un forum, ma stavolta prendo lo spunto per fare un discorso lungo e serio e non una semplice risposta ad un commento - a quello di "Felicia" nell'intervento precedente.
 
Dopo quasi cinque anni di cui due ginnasiali per imparare solo il sistema linguistico latino e greco che ancora oggi ci sfugge dalle mani come la sabbia, e almeno due a studiare veramente cosa significava la vita e il mondo per un greco o per un romano, sono giunta a un paio di conclusioni.
La prima è che dopo ancora tanto tempo a volte fatico ancora a ritrovarmi parte di quella scuola: io infatti non sono una gran cima nè in latino nè tantomeno in greco, prendo tranquillamente i miei 4 nelle versioni e mi porto a casa le mie insufficienze negli orali da rimediare a fatica durante il resto dell'anno.
 
La seconda è che avevo sempre la convinzione di essere "inutile", e più passava il tempo mi accorgevo di quanta gente inutile come me ci fosse in quel posto che chiamano liceo, che in realtà è un vecchio e decrepito edificio e nel quale io ho il posto in una stanza dove una volta probabilmente c'era il cesso del custode.
 
Studiamo lingue morte che non parla più nessuno. Probabilmente studiamo anche un altro sacco di roba che non serve a niente, come - io penso - il Masaccio e il suo stile pittorico, del quale faccio senza problemi a meno. O le equazioni esponenziali, che per me sono il simbolo dell'idiozia umana spinta al limite dell'inutilità e dell'astrattezza inconclusionata assoluta - la matematica nasce per contare pecore ed è un sistema arbitriario che non rispecchia la realtà delle cose in sè, leggere Kant per credere.
-Posso trovare tante e tante altre cose in altre materie che sicuramente avrai studiato, se non sei scappata davanti alla "leva obbligatoria" come i meridionali durante la fase dopo l'unificazione del regno d'Italia (se è così, mia cara, ti dico dritto e schietto che sei più inutile di me e spero solo che tu vada a zappare la terra, perchè sentire parlare persone che non sanno di che parlano è una cosa che mi disgusta profondamente) se solo mi dirai il tuo indirizzo di studi.
Non ho mai lesinato a trovarne anche in quelle che studio io! A cosa mi serve sapere che Orazio diceva a Leuconoe (coriambo perfetto) di non stare a sentire gli oroscopi babilonesi? Io non credo agli oroscopi già di mio, non mi ci voleva Orazio per saperlo!
E se Archiloco può apparire per molti semplicemente un gran porco, ebbene, sfido chiunque a guardare appena oltre! Per lo meno si può usare come racconto porno, al limite. E ha in questo la sua utilità, volendo. Ma a me che me ne frega se questo abusava di una ragazza solo per farla pagare alla sorella e al padre di lei? E lo mette pure in versi?
 
Poi, ti dirò, ho avuto un'illuminazione, per la quale ringrazio la discutibile Diiodinadizinco: fra le sconsiderate pagine di Hegel lei ha trovato quella giustificazione che cercavo da tanto tempo e che nessuno mi aveva mai così platealmente dimostrato.
 
Dal discorso del 29 settembre 1809, Ginnasio di Norimberga:
"Da millenni è questo il terreno su cui ha poggiato tutta la cultura, da cui essa germoglia e con cui è stata in costante connessione. [...] Ogni arte e scienza sono sorte su quel terreno; e pur essendo divenute anche in sè autonome, non si sono tuttavia liberate dal ricordo dell'antica cultura. Così come Anteo rinnovava le proprie forze nel contatto con la terra materna, così ogni nuovo impulso e rafforzamento della scienza e della cultura si è elevato fino alla luce nel ritorno all'antichità."
 
Un piccolo commento: l'Anteo di cui si parla era un gigante re libico invincibile finchè rimaneva a contatto con la terra (sua madre, Gea) perchè da lì riprendeva le sue forze; venne ucciso da Ercole che lo sollevò da terra, impedendogli quindi il processo di rigenerazione.
La cosa che mi permetto di fare è dare un'interpretazione retorica a tutto ciò: che Hegel intendesse anche, forse, che strappare la scienza e l'arte dalle loro radici (il mondo greco e romano) le porta solo alla sconfitta e alla distruzione e non ad un maggiore progresso?
 
Riassumo ciò che viene dopo, tranne nel caso in cui qualcuno non trovi l'edizione dei "discorsi ginnasiali", magari in tedesco (a che serve studiare il tedesco? E' la lingua dei crucchi! L'inglese lo parlano dappertutto, il tedesco solo in Germania, Austria e negli alberghi ad almeno tre stelle!) così capirà senza ulteriori interpretazioni il pensiero di Hegel: il filosofo parla del grido che si elevò contro il latino quando con la formazione delle lingue nazionali la capacità di esprimere nella propria lingua i concetti anche scientifici alla base del progresso tecnologico e culturale, che prima venivano scritti e studiati in latino, veniva considerata come uno strumento di "virilità" della propria lingua, e quindi della propria identità nazionale: questa lingua antica infatti non è più cosa nostra, è qualcosa che non ci appartiene più direttamente e non fa parte della nostra identità. Lo studio della lingua latina ha dovuto perciò faticare e trovarsi un posto suo affianco allo studio scientifico e non più alla base di esso per venire "rispettato". E qui ha ottenuto la possibilità di venire studiato in maniera non subordinata ad un fine che non sia lo studio di se stesso. Hegel stesso dice: "Non dobbiamo forse credere che la cultura del mondo moderno, [...] uscita dalla infanzia greca e romana, non possa finalmente reggersi sulle proprie gambe?". Poi, però, una clausola: se dobbiamo però partire da ciò che eccelle, non si può prescindere da quelle letterature, quella greca in primis e poi, di conseguenza, da quella latina. "E non dobbiamo averne conoscenza in maniera generale, giacchè noi dobbiamo dare vitto e alloggio al fine d'impregnarci della loro aria, delle loro rappresentazioni, dei loro costumi, perfino, se si vuole, dei loro pregiudizi, e sentirci finalmente a casa nostra in questo mondo - il più bello mai esistito. Se il primo paradiso su il paradiso della natura umana, questo è il secondo, quello superiore, il paradiso dello spirito umano." E ancora: "Non credo di esagerare affermando che è vissuto senza conoscere la bellezza chi non ha conosciuto le opere degli antichi" 
 
Segue una parte lunga e tempestosa in cui Hegel illustra che solo conoscendo la grammatica potremo capire veramente il gusto degli antichi, perchè solo nella loro lingua è possibile carpire veramente il loro significato (ed ecco come la mia affermazione sul tedesco là sopra trova la sua implicita confutazione...); ma questo esercizio è anche "un'attività duratura e costante della ragione; [...] è necessario riportare alla mente il valore delle parti del discorso quale è determinato dall'intelletto, e fare ricordo alla regola per porle fra loro in connessione. In questo modo ha luogo una continua sussunzione del particolare all'universale e particolarizzazione dell'universale dove è già presente la forma dell'attività della ragione."
 
Conclude con una frase che forse dovrebbe giustificare la fatica e lo sbattimento totale di questi cinque anni - soprattutto dell'agonia del ginnasio e delle frasi di esercitazione, e dei paradigmi e delle declinazioni:
"Il rigoroso studio grammaticale si afferma quindi come uno fra i più universali e nobili strumenti formativi"
 
Ho mentito. Non sono arrivata a dire solo un paio di conclusioni, ce n'è almeno un'altra:
 
non sono inutile.
(o almeno, non per questo)
 
 
 P.s. Lo sapevi Felicia che il tuo aggettivo deriva da "felix, felicis" che in latino ha il significato di "fortunato/che ha successo"? Come ha detto Philidora, e come ha detto Hegel, a me pare proprio chiaro chi delle due ha una vita noiosa...

Συμποσιακά τῶν ἑπτά σοφών

C'era una volta, al tempo delle tradizioni omeriche e delle prime avvisaglie del pensiero riguardo il pensiero umano, una simpatica convinzione fra i Greci: che esistessero, in mezzo ai tanti comuni mortali, alcune personalità molto importanti che venivano ritenute come le figure fondanti della cultura, della società, del vivere e del sapere greco.
Essi si limitavano spesso - o forse noi lo sappiamo solo perchè ci sono rimasti pochi frammenti - ad elargire alla popolazione delle semplici massime che servivano da paletti nelle menti dei greci: la parola degli οἱ ἑπτά σοφοί veniva compresa e tramandata come legge, a volte addirittura ispirata dagli dei.
 
Fra i Sette Sapienti - in realtà molti di più e non sempre determinati - erano queste importanti personalità:
 
Talete di Mileto: Il primo filosofo occidentale; fece anche importanti scoperte in campo astronomico e matematico. (previsione di un'eclisse di sole, teorema di Talete)
Solone da Atene: Legislatore e poeta, giurista e politico, abolì nella Atene del VI secolo a.C la schiavitù per debiti, pose la differenza fra figli legittimi e figli illegittimi, creò classi sociali ed elettorali in base al reddito, permettendo così (almeno teoricamente) anche ai non nobili di sangue di provare la carriera politica.
Biante di Priene: Filosofo ed abilissimo oratore del VI secolo a.C, è famoso per un suo solo frammento poetico e la frase che gli chiesero di scrivere sul frontone del tempio di Delfi: "La maggior parte degli uomini è cattiva".
Pittaco da Mitilene: Filosofo greco e personalità di spicco nelle vicende politiche e le lotte civili a Mitilene all'inizio del VI secolo a.C raggiungendo anche il potere sull'isola - avversario di Alceo, ricordate? -
Cleobulo da Lindo: Tiranno di Lindo nel VI secolo a.C., si dilettava filosoficamente a comporre enigmi in versi.
Chilone di Sparta: uno spartano fra i saggi? Ebbene, questo giudice viene annoverato fra i Sette per non aver mai commesso nulla di illegale nella sua vita, per aver salvato durante un processo in cui faceva il giudice un amico e una legge (condannando l'amico in base alla legge e convincendo gli altri giudici a considerarlo innocente!) e per la lungimiranza strategica sull'isola di Citera, futura spina nel fianco di Sparta.
Misone di Chene: Saggio dalla lunga vita (97 anni!) venne semplicemente definito dall'oracolo di Delfi come il più saggio dei greci. Ci crediamo? (forse è meglio sostituirlo con Acarnasi, anche lui fregiato dallo stesso onore ma almeno con il merito di aver tentato di propagandare il culto di Demetra e di essere amico di Solone)
 
Sentiamo che dice Plutarco di questi Sette, o meglio, cosa questi sette dicano interrogati su una questione di poco conto:
 
- qual è lo Stato migliore?
 
Solone: "Lo Stato nel quale coloro che non hanno ricevuto alcun torto perseguono e puniscono i colpevoli, non meno di quelli che hanno ricevuto ingiustizia."

Biante: "Quello dove la legge è temuta da tutti come se fosse un tiranno."

Talete: "Quello che non ha né troppi poveri né troppi ricchi."

Anacarsi: "Quello in cui ognuno considera ogni cosa e giudica nel contempo il vantaggio secondo la misura dell'onesto e lo svantaggio secondo quella del disonesto."

Cleobulo: "Quello dove i cittadini temono un rimprovero più delle guardie."

Pittaco: "Quello dove non sia possibile che i disonesti governino e gli onesti non governino."

Chilone: "Quello dove si ascoltano le leggi e non gli oratori."

 

...Alla luce dei fatti attuali non aggiungo altro, Vostro Onore.

g.

Un gatto che dorme il pomeriggio
nel larghissimo letto padronale
in un punto qualunque, però comodo,
che si sveglia in un'ora qualunque
perché qualcuno passa e lo carezza,
non si sveglia del tutto né si chiede
chi è che lo carezza, ma si sporge
dal sonno solo un po'
per stirarsi in arrendevole lunghezza
perché duri di più quella carezza.
Forse così potrebbe essere l'amore.

Silenzio, prego

 
Moshimo kono sekai ga shousha to haisha to no
Futatsu kiri ni wakareru nara
Aa boku wa haisha de ii
Itsu datte haisha de itai n da

Cinzia e Lambretta

It makes me just feel like crying baby
'Cause baby, something beautiful's dying

You've lost that loving feeling
Oh that loving feeling
Bring back that loving feeling
Now it's gone gone gone
And I can't go on
No-oh-oh

CD1 reading online

When I woke up this morning you were on my mind...(vorrei far notare che la canzone dopo inizia più o meno allo stesso modo) It's more than a feeling when I hear that old song...I feel I'm knocking on heaven's door. Le risate tra di noi, mille discussioni e istanti, ricordi...Watching every motion in my foolish loving game...
 
E va bene, qui faccio una pausa; penso sia chiaro che mettere il titolo "take my breath away" sia pleonastico, e poco pertinente. Anche se penso che "ricordi" dei Finley sia stata quella che ha rovinato tutto.
Perchè questa serie di stupide citazioni? Non lo so nemmeno io - che cosa volete che sappia a quest'ora del mattino, con un dito del piede probabilmente rotto e 17 ore di veglia consecutive?
 
L'alba è bellissima sul mare; non si vede ancora il sole, ma ci si vede come se fosse giorno pieno, e la luna dall'altra parte si specchia ancora sull'acqua.
Che meraviglia. A mezzanotte era più bello.
 
Parlavo del dito rotto: purtroppo sotto quella bella luna l'idea di fare uno scherzo a quelli che stavano facendo il bagno a mezzanotte mi si è rivoltata contro, scagliandomi addosso Marianna - no, non io, un'altra Marianna - e temo che atterrandomi mi abbia fatto mettere il piede in una buca dove non doveva finire e lì con un bel "crock" forse è successo qualcosa.
Almeno, questo sembra essere il parere del mio 4°dito del piede sinistro, che oltre ad essere cerchiato di nero fra la 1° e la 2° falange sta urlando ai miei neuroni il suo dolore. Ma non possono soffrire in pace e in silenzio queste dita dannate?
 
Riprendiamo l'analisi del cd: Part time love; interessante, non c'è che dire. Everybody needs a part time love...c'è chi avrebbe da commentare, ma io me ne astengo.
I Survivor urlano "I can't hold back" ma al momento può avere significato solo per il mio male al piede; chiederò a qualcuno di accompagnarmi in pronto soccorso, fra qualche ora. Another shooting star goes by, ma molte altre direi, non viste, sono passate alla chetichella senza farsi pregare da nessuno, invisibili anche ai miei occhi. Fai piano i bimbi grandi non piangono...mi sento in diritto di obiettare a questa affermazione di Zucchero nella bellissima Diamante, sebbene io non sia giunta al punto di dover piangere dal dolore - anche se, come potete vedere, è abbastanza ossessionante: i bimbi grandi sono quelli che piangono di più, e quelli che dovrebbero piangere ancora di più.
Arriva Bersani con la sua Freak che così non può che ricordarmi Daniele. Ce lo vedo troppo cantare questa canzone! In un recinto chiuso non ci sto, oh no E non è l'unico, ho scoperto con grande sorpresa...I could stay awake(ecc)...I don't wanna close my eyes...I don't wanna fall asleep... Queste potrebbero essere dirette a questa situazione, ma con un tono comico che non si addice affatto alla canzone che, anzi, molto spesso ha ragione...I don't want to miss a thing. E tutto a seguire.
Ancora; Imagine. Il sole è ampiamente sorto ora, ma immaginare ancora lo spettacolo di stanotte è un must. - oh, uno sbadiglio. - Above us only sky.
E Suzanne ti dà la mano, ti accompagna lungo il fiume...Suzanne. Adattata da De Andrè (insomma...si poteva fare meglio; chiedo scusa agli estimatori di De Andrè, ma Cohen non può essere raggiunto qui). La frase dei bambini viene qui omessa per il solito motivo.
I've seen this thing before In my best friends and the boy next door. Verissimo. Proprio come dice Blondie, succede tutti i giorni sotto gli occhi di tutti, e qui a Jesolo, complice Miss Italia nel mondo - che non c'entra niente, era solo per citare - ancora di più. Maria. Mi piace molto l'assolo prima dell'ad libitum del ritornello.
Ma quale canzone è meno estiva de "La vasca"? Tornerò con gli amici davanti scuola ma senza entrare solo fuori a far la ola...non scherziamo, c'è gente che sta affrontando l'angoscia della maturità e fare la ola lì davanti mi sembra improprio, anche se l'anno prossimo preferirei festeggiare fuori e non essere al loro posto...Faremo tutti un grande bagno a mezzanotte. Si è proposto un bis, in effetti, ma se mi steccano il dito temo che rimarrò solo a guardare.
 
Ora basta, lo sclero del cd per questa mattina è fatto; è degenerato abbastanza, senza andare a significare niente se non una gran confusione.
Perdonate, tanto qui a Jesolo va di moda.

No title

 

Tanti auguri a me,

tanti auguri a me,

tanti auguri Marianna...

tanti auguri a me!

5000 caratteri, note [inizio]

O Eros skoteinos esti, anomos, panu ceimerios autos.

O de oron, topon, cronon ouk ecei.

Eautou h monh aitia eikvn estin, to eromenou eidos,

  men ote autos meidiaei, opote de paresti soi.

To aneuriskein allhlvn, o allos euriskomenos en eautv.

Dia touto gar erav sou.

 

 

2007--->2008

2007.
L'anno delle molte sorprese.
 
L'anno degli incidenti e della sofferenza, da un certo lato; la prima parte del mio 18° anno è stata assolutamente impegnata a controllare la preoccupazione e la paura, la rabbia e la consapevolezza dell'impotenza di fronte ad un accidente catastrofico che ha segnato molte persone; parenti feriti o in via di riabilitazione, corsa fra ospedali e case di riposo, lastre e coma, dottori e avvocati non hanno fatto pausa nemmeno la vigilia di Natale, sfociando addirittura nell'anno che verrà.
 
L'anno della felicità delle piccole cose: un occhio che si apre, una parola detta a fil di voce, l'alzare un piede tenendosi stretto alla spalliera del letto; un periodo passato con gli amici o qualcosa di più, le serate a cantare senza vergogna ad un microfono, i finti progetti per il futuro detti solo per divertirsi un attimo di più, le puntate di Dr.House guardate venti volte; un abbraccio durante un pianto, un dispetto anche ripetuto, un leggero tocco durante il silenzio.
 
Dal punto di vista scacchistico, uno dei migliori: buona prestazione a Verona, vinto il torneo weekend di Reggio Emilia, superata la soglia dei 2050 punti FIDE, partecipato a entrambi i tornei giovanili internazionali con un 25°posto mondiale, giocato partite belle e meno belle, tornei interessanti e particolari, l'ultimo dei quali è stato Correggio, magari un po' fortunato, ma con avversari di altissimo livello.
 
E' stato un anno genesiano, questo 2007 - o meglio, questo 2381: seppur con notevoli pause, Julia Fenixer è diventata Terzo Ufficiale Medico, Tenente JG, e ho creato il nuovo pg Jennifer Corrs, professoressa di medicina all'Accademia.
Le giocate sono incalcolabili, perchè servirebbe un computer per salvarle tutte - il mio tentativo ha preservato dall'oblio solo parte delle scene sull'Ascendant, perdendo giorni che potevano essere importantissimi.
 
Ho conosciuto e ho avuto modo di rafforzare i rapporti con molti dei giocatori, alcuni dei quali sono persone che stimo moltissimo e per le quali provo grande affetto: posso pensare ad Alessandro, a Dan, a Davide, a Lorenzo, al Coccolino Sarim, come lo chiamiamo in questi giorni, a Stefano e a tanti altri, persone che anche se lontane riescono comunque ad aprire il loro cuore e invitare a darci un'occhiata dentro.
 
E' stato un anno importante quindi anche per le amicizie: non posso fare a meno di ricordare la mia simbiosi Giulia, che ho scoperto non solo attraverso interminabii telefonate o sessioni di chat astronomiche, ma anche per semplici gesti o giochi sul filo della tortura mentale che probabilmente hanno condizionato più di una sola cosa.
 
E nemmeno posso scordarmi di citare ancora Lorenzo, con le sue splendide canzoni che lui crede non siano ascoltabili da nessuno - io trovo fantastici anche i pezzi improvvisati e registrati con un effetto doppia voce non voluto - o con le sue idee geniali di comicità che spesso hanno rasserenato momenti che sembravano davvero bui. Inutile tentare di dimenticare il concerto di Bersani, e come ancora una volta l'intervento di questo genio ormai universitario mi abbia aperto gli occhi su musica che tempo fa non sapevo nemmeno esistere.
 
Aggiungerei anche Martina all'elenco, sebbene potrebbe sembrare che negli ultimi tempi i rapporti si siano un po' deteriorati: è sempre come se fosse una sorellona, immersa in un caos dopo l'altro, compreso il fatidico compleanno della maturità legale, dai quali è necessaria una spalla in più per uscire. Ora che ha la patente e che mi sono assicurata che guida in maniera piuttosto discreta, posso dire di aver aggiunto un'occasione di scrocco in più alla mia lista dei passaggi.
 
Per presentare un'altra Giulia oppure una Gloria bisogna invece passare all'anno scolastico: come tutti voi saprete, esso non è affatto dislocato in un anno soltanto, ma a cavallo fra uno e l'altro, così che in questo intervento io abbia da scrivere ben due considerazioni, e non solo una.
Ebbene, questi sono stati anni duri, nel senso che ho avuto il drastico passaggio dal ginnasio al liceo: la fine del primo anno è stata tutto sommato buona, ma l'inizio del secondo ha alti e bassi, causati anche dagli impegni scacchistici; si registra una notevole inversione di tendenza in più materie, cosa molto molto strana.
 
Dunque chi è questa Giulia di cui si sentiva tanto parlare prima? E' la mia fedele compagna di banco e attuale compagna di disavventure e risate, che al liceo ho ritrovato mentre al ginnasio ignoravo, se non peggio: in realtà mi sono accorta di aver preso un abbaglio grosso come una casa, e di averci proprio sbattuto il grugno contro; difficile trovare una persona più disponibile, e con così tanta pazienza da sopportare me, vivace garibaldina studentesca che scrive temi come gli pare senza curarsi minimamente delle conseguenze!
 
Chi altro mi sopporta è il gruppo 6+ formato da Krusty, Ila e Fla. Questo organico ridotto è compatto come una roccia, tranne quando si decide dove andare a ballare - in quel caso, io pezzo di cobalto mi stacco e vado dai sassi in riva al mare. Divertimento e chiaccherate a volontà, insieme a solidarietà pre-compiti in classe e compagnia durante le ore di ed.fisica [da cui il 6+]
 
Dal punto di vista scolastico non devo dimenticare Gloria, amica di vecchia data e compagna di festini organizzati dalla compagnia di Bagnolo: ormai passo così tanto tempo a casa sua a scrivere o a studiare o ad ascoltare musica che dovrei iniziare a dare il mio contributo per pagare l'affitto!
Inseriamo anche Casotti, le cui vicissitudini hanno portato all'esaurimento e alla perplessità la Compagnia, per un allarme che sembra definitivamente rientrato.
 
Per quanto riguarda i docenti, anche qui le tendenze sono opposte: dopo il chiarimento con la ZnI2 (leggasi: diiodinadizinco) le cose vanno decisamente meglio; italiano ha i suoi problemi per quanto riguarda il cambio di insegnante, e fisica e matematica, essendo due cattedre separate, fanno un po' fatica a collaborare; sono sempre più convinta che la Vally Vally ce l'abbia con me, e Maximus resta l'idolo delle folle che a quanto pare adora il suo piccolo manipolo di studenti.
 
Molti si chiederanno: e l'amore?
Molte riflessioni sono state spese su questo argomento in questo anno rivoluzionario, in cui interventi esterni e interni hanno più volte cambiato le prospettive in questo campo: incontri, occasioni, sfide, confessioni e scelte si sono susseguite contribuendo a creare dei periodi critici sul calendario del mio 2007, e non solo su quello.
A volte viene da pensare di usare meno il cervello, di analizzare meno e di agire, semplicemente; ma quando si agisce, una doccia fredda è la giusta ricompensa...
 
Potrei parlare di me come persona, e non come insieme di impegni o di amicizie: cosa mi ha portato questo 2007?
Intanto è stato per gran parte il mio 18° anno di età, non ancora portato a termine; gli eventi che si sono susseguiti, quelli buoni e quelli cattivi, mi hanno certamente segnata e probabilmente aiutata a crescere: fanno parte della vita, e così è giusto che sia.
 
Attendo dunque questo compiersi della mia età, un po' angosciata dagli eventi del 2008 già programmati, dalle scelte che dovrò fare e dalle cose che mi accadranno.
Non so interamente cosa mi aspetta, ma credo di avere tutti gli strumenti per sopravvivere egregiamente a questo tempo.
 
Finalmente possiamo scriverlo:
 
2008. Benvenuta nel nuovo anno, Marianna.

A Pawn in a pocket

 
A pedestrian coming down a boulevard
half-asleep, half-blind, just a jaywalker
looks like a man trying to be a stalker
who doesn't see that is seems so hard
 
It's not what they think, is not really:
He runs along the street with an aim
precise; everyone comes to blame
that guy who goes around so freely.
 
Mocked by anyone, a King without a crown?
Or maybe a fair Bishop, great Knight or Rook
- the Queen's style indeed is not his best look -
But he wears the poor simple vest of a Pawn.
 
 
Perchè ho scelto il Pedone?
Perchè in fondo siamo tutti Pedoni.
Tutti noi dobbiamo prendere coraggio e fare dei passi importanti nella nostra vita.
Tutti noi abbiamo amici e compagni da difendere, e nemici da attaccare, scacciare, sconfiggere.
Intorno a noi abbiamo sempre qualcosa più grande che ci sostiene o ci ostacola, e noi con l'aiuto di altri possiamo liberarcene e proseguire il nostro cammino.
Spesso, essendo piccoli, dobbiamo sacrificarci per il bene di un obiettivo superiore.
Corriamo, a volte, per non farci raggiungere dalla fine, quella fine che ci farebbe ritornare un'altra volta al punto di partenza (quante volte dobbiamo ricominciare tutto da capo perchè qualcosa è andato storto?)
Il Pedone, non dimenticarlo, è il corridore per eccellenza.
E quando arriviamo, dopo questa lunga corsa ad ostacoli, dove abbiamo sconfitto nemici, perso alleati, affrontate gioie e dolori e rabbia e fatica, allora realizziamo tutto quello che in noi doveva essere realizzato.
Molti di noi pedoni non ce la fanno, e i pochi eletti che ci arrivano subiscono una grande trasformazione: crescono.
 

VII Epistola

SCRITTI DEL CADETTO IV ANNO C.F.M.
Epistola VII, data dies Martis, pridie Nonas Decembres, MMDCCXLII  AVC
(il giorno prima delle Nonae. Il giorno dopo l'intervento n°6.)
 
1 battuta: LATINO (Virgilio)
Fa l'introduzione dell'Iliade e ci spiega un sacco di cose. Ad un certo punto Sanpei fa una domanda con un imperfetto usato al posto del trapassato prossimo, e Maximus fa una smorfia di "dolore"...
prof: "questo imperfetto usato indiscriminatamente non lo sopporto più...ma ti voglio bene lo stesso, Rocchi...oh, nel senso dello 'stergòs' "
E si mette a parlare di stergòs, filìa, agàpe, èros, ormè... 
prof: "tu li hai gli ormoni, Ferrari? Oh, certo prof, da tutte le parti..." con il suo miglior sorriso.
Poi arriva l'obiezione dell'estro di Virgilio, subito espletata con un discorso sulla fisiologia modello Maximus, e alla fine torniamo a Virgilio.
In seguito per motivi che non ricordo - forse per un esempio di stile elevato - si mette a recitare pomposo i versi finali del canto di Ulisse, per poi aggiungere:
prof: "confrontatelo con 'Piove. E' mercoledì. Sono a Cesena' ".
Al che, a me scappa un po' da ridere. Lui ci guarda un po' male ma comprensivo e aggiunge "guardate che è un verso di Moretti" e io per amor di poesia strabuzzo gli occhi semplicemente stupita.
prof: "oggi tutti usano l'ironia, come la signorina belloccia e senza cervello a cui fanno notare "ma lei, signorina, si spoglia" e lei "sì, ma lo faccio con tanta ironia..."
E da qui iniziamo ad elencare i Grandi Poeti della lingua italiana, comprendendo Alfieri e Parini, quest'ultimo signore della poesia satirica.
prof: "il poeta satirico italiano...Parini - strabuzza gli occhi e fa il vocione - Parini...chi era Parini? boh!"
E via con Virgilio; parliamo ovviamente anche di Augusto, e della sua celebrazione in questo poema epico.
prof: "allora Augusto cos'è, un geniale imbecille?"
Giulz: "ma come ha fatto Ottaviano, quando è salito al potere era giovanissimo, e non aveva l'esempio di Cesare che era morto prima, e Cicerone..." "Cicerone è stato molto meglio che non l'abbia ascoltato perchè era ottimo a dare consigli fallimentari. Quelli come Augusto sono dei geni, come del resto Gengis Khan, Pietro il Grande...noi non abbiamo Augusto, non abbiamo Gengis Khan ma abbiamo Prodi, e quello ci teniamo."
Fa poi l'imitazione delle bizzocchere in chiesa accendendo immaginarie candeline e fa immaginari segni della croce.
 
2 battuta: GRECO (a dire il vero continuiamo Virgilio/poi forse facciamo Letteratura-Teatro)
Sforiamo di dieci minuti con l'introduzione a Virgilio e alla fine pure Maximus tira un sospiro di sollievo rimettendo a posto i suoi appunti.
Maramò: "prof, posso andare in bagno?" e lui "dopo una lezione così..ne hai tutti i diritti"
Interroga quindi Giulia in grammatica-letteratura, e fa ritornare il tema del "parlar bene davanti a Roncato" e Babi confessa di avere consigliato a sua madre la stessa identica cosa: "le ho detto di parlare decentemente..."
 
3 battuta: FISICA (Verifica)
Si iniziano a prendere fogli e calcolatrici e a fare quello che dobbiamo fare, angosciati, per tutta l'ora e pure durante l'intervallo.
 
INTERVALLO
Continua la verifica fino a che la prof non dice "dai, ragazzi, basta giocare con le freccette"
 
4 battuta: STORIA DELL'ARTE
Arriva con 20 minuti di ritardo e si mette a spiegare un articolo che ha fotocopiato da non so che giornale su Ravenna.
prof: "...è stato ristrutturato dall'acqua Marcia, che non si chiama così perchè l'acqua è cattiva, ma da Marciana, di San Marco."
Sanpei esce come già preannunciato durante l'ora di Fisica; io e Giulz decidiamo di andare a parlare con la ZnI2 per annunciarle che Giulia dovrà partecipare all'assemblea dei rappresentanti di istituto e salterà la bi-verifica.
prof: "io ieri sera ho studiato - alza le mani in segno di resa - se volete darmi una valutazione..."
Regi: "ma Sant'Apollinare Nuovo è stato costruito dopo Sant'Apollinare in Classe?" io: "se è nuovo..."
Intanto la prof si posiziona proprio davanti al proiettore in modo che la sua ombra copra tutta la diapositiva che sta illustrando; io guardo Giulia e commento "bella diapositiva" e lei si limita ad annuire. Nel frattempo la Marzia sta mangiando una caramella e quando spiega non si capisce assolutamente niente.
prof: " 'a foglia rovesciata dal vento', molto suggestivo..."
Parla poi della figura dell'Orante, che è un tizio affrescato dentro una catacomba vestito di una tunica rossa e con i capelli - in realtà lo sfondo dietro di lui - che assomigliano molto ad una capigliatura stile parrucca-dei-giudici. Passa così dopo aver contato le pecore attorno alla figura dell'orante, non quella della catacomba ma della chiesa, senza essersi addormentata zoomma sulla figura del Cristo dentro alla croce gemmata. Ora, non per mancare di rispetto al pittore o al dio, ma è un'immagine talmente inquietante che io e Giulia rimaniamo con gli occhi sbarrati ad osservarlo spaventate per un tot di minuti.
prof: "i dignitari si pestano i piedi - cambia diapositiva - vedete qui tutto questo pestamento..."
 
5 battuta: ED. FISICA
Ci valuta sulle capriole; io, dall'alto della mia maestosità e potenza fisica, eseguo gli esercizi ma nella capovolta all'indietro mi pianto la testa al petto facendomi un male atroce allo sterno; durante l'esecuzione inoltre scarico tutto il peso della testa sulle vertebre cervicali, che rispondono con uno stressato "crack crack" una ad una.

Epistola VI

SCRITTI DEL CADETTO IV ANNO C.F.M.
Epistola VI, data dies Lunae, ante diem tertium Nonas Decemberes, MMDCCXLII  AVC
(già più complesso; ma pensate a quello di due giorni fa...)
 
 Ritorno dalla Turchia, terzo giorno lavorativo
 
Preludium:
Mi sveglio; è già qualcosa. La partenza stavolta è normale, alle 7.21 parto e alle 7.35 arrivo a scuola, dove non c'è praticamente nessuno.
 
1 battuta: RELIGIONE
 
Umberto mi chiede com'è andata in Turchia e io perdo 10 minuti preziosi a spiegargli che i maschi giocano separati dalle femmine per qualche motivo non ancora scrutato. Poi si mette a parlare dell'ultima bolla papale.
prof: "allora...tu taci!" rivolto a me, urlando. Io sono a tre-quarti schiena alla cattedra che sto leggendo Platone, mi giro totalmente sconvolta e guardo confusissima Umberto; ovviamente ero una delle poche che non stava affatto parlando. Lui sorride e continua "non dico che non devi parlare...ma non rispondere alla
prossima domanda" io alzo le mani in segno di resa e torno un po' preoccupata a leggere le mie cose.
 
2 battuta: LATINO [in realtà GRECO] (Platone)
 
Maximus si accorge solo dopo aver deciso di fare latino che deve consegnare le versioni di greco, così le distribuiamo e correggiamo. Arriviamo, da un participio, a parlare di Garibaldi e del suo "obbedisco".
prof: "Chi era il Kaiser? Checco Beppe! che era il marito di..." una parte di noi, soprattutto la Sara "Sissi!" "Sissi! Che era parente di quel matto di un Ludwig, quello dei castelli..." e come solito finiamo a parlare di Wagner, perchè questo fuori di testa adorava la sua musica e gli ha fatto costruire un teatro dall'acustica perfetta. Ci mettiamo poi a sparlare degli altoatesini e delle dominazioni francesi, e dopo torniamo alla nostra versione.
prof: "qualcuno mi ha tradotto ' e sarai felice vivendo e morendo ' ora, va bene ritenere che Platone sia un pensatore un po' bislacco, ma non era mica cretino!" 
prof: [parlando delle anime dopo la morte, secondo Platone] Le anime che invece le hanno buscate di santa ragione giù negli inferi e che si ricordano benissimo cosa scelgono?" noi: "una vita se... [volevamo dire semplice]" "la vita di Berlusconi! - ride - Che poi, non capisco...con tutti i soldi che ha, se fossi in lui venderei tutto, andrei lontano e me la godrei, invece di star a fare tutto quel casino circondato da imbecillotti..."
Non abbiamo ancora finito di correggere la versione, e continuiamo a spaziare, stavolta arrivando a Machiavelli e alla sua scarsa considerazione dei dialetti del nord, dopo una sua amabile conversazione con Fla in finto toscano sul "pane sciocco".
prof: "Voi sapete chi era Machiavelli, no? - guarda un attimo Regi - Be', Machiavelli era Machiavelli, giusto".
prof: "essendo bello e buono...quindi io sono senza speranza. Buono, forse, ma bello no di sicuro. Magari Raul Bova...chi altro?" Giulz: "George Clooney.." Maximus si volta e guarda fisso Giulia "Clooney?? Ma non è un po' stagionato?? Vabbe', tu dici di no...quindi bello e buono deve essere un miscuglio fra Raul Bova, vi va bene? ok, Raul Bova e Padre Pio. Perchè ridi, Bucco? - ridendo ormai anche lui -" Babi: "ma niente...pensavo al miscuglio" e lui "tremendo. Deve essere davvero tremendo"
Finalmente consegna le versioni tradotte da noi, e le ultime due a ricevere i compiti sono le gemelle; Sara ha preso 9 e Giulia 10. Mi volto verso quest'ultima e le dico che 19 in due non è male come voto, ma non ricevo risposta. Suona la campanella e non ha interrogato.
 
3 battuta: LATINO (letteratura: elegia, Tibullo)
 
Passa con molta noncuranza a latino, e io scrivo a matita sul banco di Giulia "...passato!".
Panico su Tibullo: ci fa leggere un distico elegiaco a testa - e la prima sono io - ma fin lì va tutto bene; poi arriva una sequenza di sillabe strane che non sappiamo deidere se sono brevi o lunghe, e secondo una risoluzione dell'Ila sarebbe venuto fuori un lunga-breve-lunga. Cogliendo l'occasione, Maximus ci chiede che piede è, e noi impieghiamo cinque minuti per rispondere che lo usava Cicerone nelle clausole metriche, ma è il professore che deve aggiungere il nome, "cretico".
prof: "siete tutti dei cretici!" - sorridendo - ""da dove viene il termine cretico?" noi non rispondiamo, e lui fa, tutto tranquillo "dalla Germania." poi ci fissa con la faccia sconvolta e scuote il capo, procedendo con il testo.
Si scopre durante la lettura a turni che Maramò non ha il testo, così inizia un bisticcio con Maximus che vuole dargli una fotocopia in più e Maramò che la rifiuta dicendo che in teoria si trova da qualche parte. Maximus sorride e insiste fino a che Maramò non ha la sua fotocopia.
Concludiamo la lezione con un dieci minuti imbarazzanti sul dio Priamo, definito "ruber" da Tibullo. Il professore si confessa imbarazzato, e chiede a noi se qualcuno vuole spiegare perchè è "ruber"; a turno, tutti decliniamo l'offerta e ridacchiamo "ruberi" senza volerlo.
 
INTERVALLO
Il solito: piadina; qualcuno che ripassa filosofia. Niente di nuovo sul fronte occidentale, ma la reminescenza dell'ora di italiano è in arrivo. Soprattutto quando la Mela arriva in classe e scaccia gli invasori dalla cattedra.
 
4 battuta: ITALIANO
Ordina a Maramò un caffè d'orzo macchiato senza zucchero, ed inizia a consegnare i temi, facendo la premessa che il tema era un tema libero, e non un tema argomentativo. Raccomanda il non uso del "tu" generico in un tema, e io sbuffo nell'attesa, commentando fra me e me che io adoro il tu generico.
Ovviamente il mio tema è l'ultimo. 
 
Non ripeto cosa ha commentato; quello rimane in me, ed è mio, solo mio, solo io che ho compreso le parole, il commento, le espressioni, e di avere proprio sbagliato. 
 
Sarebbe facile dire che si tratta di un tema fuori, non un fuori-tema, ma un tema a sè e fuori di sè.
Non è, però, giusto, spezzare le ali - io credo nell'albatros "re dell'azzurro e principe dei nembi", vedo nella scrittura che riprende il cuore e si lascia andare -
Consideriamo la 1°parte come un saluto fra noi, qualcosa che io avrei potuto chiederti al tuo arrivo, ma non volevo disturbare.
Il resto sta a dimostrare un esempio di dicotomia: ragione e sentimento.
Forma sicuramente scorrevole e di piacevole lettura.
Il voto?
Facciamo un "modus in rebus"
equilibrio fra le parti
7 1/2 [ 7 ]    
 
Ho pianto, e non me ne vergogno.
 
Ha poi spiegato Machiavelli, detto qualcosa su Galileo, ma non era suono per le mie orecchie; gli occhi erano ancora sul tema, e da lì non si spostavano.
 
5 battuta: INGLESE (laboratorio)
 
Andiamo in laboratorio a vedere "Shakespeare in Love".
Prima di uscire dalla classe c'è un simpatico dialogo fra Sara e la Vally Vally:
Sara: "prof, ma andiamo in quello dove c'è caldo o in quello dove c'è l'aria fredda?"
la Vally Vally la guarda malissimo "ce n'è solo uno, l'altro lo hanno smantellato!"
E uno classico all'entrata in laboratorio:
prof: "te Marianna hai saltato tutti e due i compiti, eh, con questa storia dei tuoi scachetti"
io la guardo sorridendo "prof, gli scachetti sono noccioline..." come se mi stesse un po' offendendo
e lei "appunto!" sbuffa.
 
Note dell'au-trix: Il turno del CIA di oggi è stato molto interessante, penso scriverò qualcosa. Riconosco di essere stata anche io superficiale; tutto questo mi ricorda molto la DiiodinadiZinco. Penso che farò leggere il tema anche a lei. Sul mio banco, ad italiano, prima della consegna del tema, sono apparse queste scritte:
"Per la patria, per la gloria, ma per me stessa. Devo tenere duro e resistere, non cedere se le cose andranno male. Vai e obdura, Marianna."

Playing a ping-pong game

Took my racket outside my sport bag
- dunno what I'm writing; just doing it -
Taking a glancing look at the flag
on this shirt, it seems hand-knit
 
Take a breath, feel it so deep
Like you've ever been. Go, and
take a step outside the locker, steep
Walk it through, just 'til the end.
 
See the light coming on your face
- you see nothing, only a shape or two -
so close your eyes, you're on a race
not of speed, nor known although.
 
The light fades out, catch the eye now,
There's a ping-pong table here
Look the racket you have; somehow
that's for ping-pong; 'got you fear? 
 
You reach the table, a bit confused
two people talking on the other side
they look at you, looking amused
say "let's start!" but know you why'd?
 
They set on ready, another one comes
it steps aside you, obscured by the light
- you can't see him, damned slums -
you wish it comes already the night
 
to reassure your whole worries;
the game started, the tennis ball
goes here and there, it hurries
so fast, so swift, you can't crawl
 
Here, that faces toward you
- it's quickly coming; stay set! -
hold your racket, clear your wiew
there's a hit you have to get
 
so you strike the ball, so strong
was the cast, right to the part
of the table fit for ping-pong
the two challengers have a halt
 
the ball hit the surface, well, it goes far
but a vane attempt must to be done
no way how much you're able, maybe a star
that shot really couldn't stop no one.
 
You made the point, so comes the hush
of audience's surprise, endures for a while;
the one turnes to you, suddenly a crush
occur to your heart, just with his smile.
 
You won the game, but like a bliss...
for prize, you wonder...just a kiss.
 
 

Tema "libero", 1-12-2007

2)Ragione e sentimento costituiscono un binomio esteriore che crea la personalità equilibrata dell'essere. Già dall'adolescenza si comincia a convivere con questa dualità ed in particolare la ragione e il sentimento intervengono nei rapporti con l'altro e con se stessi. Commenta ed esemplifica.
 
Che sia ragione, sentimento, o semplice follia dettata dal sonno, dallo studio di fisica e astronomia, dai trenta chilogrammi di valigie sballottate qua e là l'altro giorno, dalle 13 ore di viaggio, senza riposo nè anteriore nè posteriore, o pura inerzia della mano obbligata a scrivere per un ignoto tema, devo riconoscerlo, non lo so; il fatto è che sono qui a scrivere, a scegliere fra bene e male o ragione e  sentimento, cose su cui normalmente sono ferratissima a discutere - adoro i dibattiti così, un poco filosofici, nei quali spesso riesco addirittura a portare l'interlocutore ad ammettere tesi contrarie alle sue di partenza - ma che alle 8 della mattina del 1 Dicembre, dopo undici partite di scacchi massacranti, con pochissimo tempo a disposizione per preparare due verifiche - o meglio, tre  - e un'interrogazione dal quasi nulla, assomiglia più ad un blocco di granito che ti cade in testa dal ventesimo piano.
So perfettamente che questo è un fuori tema grosso come un transatlantico, ma ignoro a chi dare la colpa, se al mio cervello o al mio cuore, uno più esaurito dell'altro.
Non cerco clemenza; non l'ho cercata il giorno della mia splendida interrogazione di italiano, con due lettere dell'Università di Modena che documentavano la mia presenza là per i pomeriggi precedenti, mentre ho il sospetto che qualcuno abbia usato la sua giustificazione sportiva, guadagnata col sudore di una brutta partita di nemmeno un'ora contro la II A...
Però nemmeno posso incolpare loro, i miei compagni: tuttavia, certo, se ieri mi avessero detto, insieme alle altre verifiche, che era stato fissato per oggi il tema di italiano, probabilmente avrei evitato lo sgomento del primo minuto del ritorno in classe (cosa oltretutto già capitata in V ginnasio, con una versione di latino: ho perso mezz'ora quella mattina solo a cercare un dizionario...) e con un 2 inutile e irrazionale.
La cosa che mi ha fatto più paura è stata la sorpresa; non che me ne freghi del brutto voto, perchè non avrei voluto essere nei panni (pardon, nei fogli) di quegli attestati dell'università dopo quell'ora di italiano; ma lì la ragione mi ha impedito di riempire il cestino di piccoli trucioli di carta intestata...
A proposito del tema, dato che di questo teoricamente dovrei scrivere, vorrei proporle un esempio di connubio fra ragione e sentimento: gli scacchi.
Ora, qualsiasi persona superficiale che non si sia mai avvicinata ad una scacchiera se non per giocare una partita a dama classificherà questo strano gioco con strane figure come affare per cervelloni, puro raziocinio.
Ebbene, con tutto il rispetto per tali ignoranti, questa è la cosa più demenziale che si possa dire sugli scacchi.
Tutti gli scacchisti infatti sono uomini (o donne), e bene o male sono influenzati dalle emozioni. Il primo famoso giocatore che non aveva queste fondalmentali capacità è sì riuscito a battere Kasparov, ma è stato progettato dalla IBM e portava il nome Deep Blue.
Il sentimento in parecchie situazioni sulla scacchiera è l'unico modo per fare risultato: quando si sacrifica un pedone, o un pezzo, in cambio di qualcosa di effimero e fragile come i petali di un soffione, la ragione è lì che urla, ti dà dello scemo, tenta in tutti i modi di fermarti la mano (e a volte ci riesce, quel gran stolido di un cervello) ma tu ti tappi orecchie e naso e ti tuffi nell'oblio di una romantica combinazione.
Senza contare poi il dopo partita! Lì il cervello, ormai stanco dalle battaglie nervose che ha dovuto sostenere per lunghissime ore, è troppo spossato per controllare le lotte emotive all'interno di uno scacchista.
Per citare un episodio piuttosto estremo, ma nemmeno troppo raro, posso raccontarle quello che mi è successo dopo il quartultimo turno del campionato mondiale under18 (aspetti un attimo...domenica scorsa): stavo tranquillamente distruggendo una russa molto più forte di me sotto gli occhi di una sua compagna di squadra, la testa di serie del nostro torneo; dopo quattro ore di gioco ero riuscita a portarle il Re in g4, in mezzo al mio schieramento.
Per spiegarle la situazione, pensi a come si trovava Berlino il giorno della sua conquista durante la Seconda Guerra Mondiale. La problematica differenza fra le due cose consiste nel fatto che gli Alleati e Stalin non ebbero grossi problemi a catturarla, dato che una città è costituita di edifici ed è quindi immobile; al contrario, un Re si può muovere in ogni direzione, una casella alla volta, e quel dannatissimo monarca sembrava essere dotato di una quantità industriale di sapone: scivolava da tutte le parti.
Io sono una scacchista tattica: questo significa che calcolo, sacrifico, non perdo tempo a posizionare con assoluta precisione le mie truppe, ma le dispongo in maniera che siano più efficaci possibile per dare scacco matto.
Vedere quel Re in mezzo al mio campo, davanti alle mie trincee, eppure ancora fiero sul suo destriero - fosse stato reale, nel senso di vero, sono sicura che avrebbe sghignazzato - è stato un colpo psicologico tutt'altro che indifferente.
ho pensato, quasi terminando il tempo a mia disposizione, e poche mosse dopo, grazie ad una fortunatissima mossa di Cavallo della mia avversaria, in realtà sbagliata, ma in assenza di tempo non son riuscita a trovare la contromossa vincente, ho perso tutto il mio vantaggio e quindi la partita.
Lì per lì, a parte il pugno sinistro ormai bordeaux a furia di stringerlo dalla rabbia, strinsi la mano alla mia avversaria e uscii dalla sala da gioco;
non cito quanto ho urlato appena giunta in strada, nè il numero di lacrime che ho amaramente pianto, ma il palo che reggeva il segnale del limite di velocità ricorda benissimo il mio calcione che gli ho rifilato. E poi dicono che gli scacchi non sono un gioco violento...
A questo punto ho perso una pagina di tema, fingendo di rientrare in tema ma uscendo così dal mio stesso seminato...lo trovo abbastanza paradossale.
Stavo pensando qui, di fianco al termosifone bollente, che forse dovrei affrettarmi a trovare una conclusione sensata: l'unica cosa che mi viene in mente al momento però è una sciocca morale, cioè che avrei fatto meglio a restare a casa a riposarmi, per poi buttarmi a capofitto su Platone - chiamiamolo presentimento, o esperienza extrasensoriale causata da un cervello esaurito, così, per dargli un po' più di importanza.
Potrei impegnarmi un attimo di più, ma la mia testa e la mia mano non ne vogliono sapere; ma forse chi deve ragionare di conclusioni in questo tema non sono io, ma lei.
Con tutto il dovuto rispetto,
Marianna Chierici
 

Epistola V

SCRITTI DEL CADETTO IV ANNO C.F.M.
Epistola V, data dies Saturni, Kalendas Decemberes, MMDCCXLII  AVC
(non troppo difficile )
 
 Ritorno dalla Turchia, secondo giorno
 
Preludium:
Mi sveglio, per così dire, alle 7 meno dieci con una stanchezza addosso che mi dice "dormi, riposati poi buttati su Platone". Io tento di illustrare questa mia situazione a mia madre, ma questa mi risponde categoricamente che devo andare a scuola. Ebbene, una volta detto, fatto, vestita e pronta parto per Reggio, dove arrivo insieme agli altri di Bagnolo che hanno preso la corriera mezz'ora prima di quando io sia partita in macchina.
 
1 battuta: ITALIANO (tema)
Salgo in classe convinta della cazziatona della prof per il ritardo, e forte della scusa sostenibile anche dagli altri bagnolesi, e mi blocco sull'ingresso notando la porta aperta, e appena faccio capolino tutti seduti ai banchi, a scrivere qualosa dettato dalla prof; i banchi sono separati l'uno dall'altro, e in un secondo rivedo lo spettro della versione di latino di due anni fa.
Mi siedo al mio posto, con apparente tranquillità, e senza alcun rimprovero da parte della prof. Perdo due minuti alla ricerca dell'astuccio, guardo Giulia spaesata e lei mi guarda allo stesso modo, chiedendomi dispiaciuta "non lo sapevi?". Io scuoto il capo in risposta ma mi limito umilmente a chiederle un paio di fogli per la bella, mentre finalmente ritrovo il mio astucio, soffocato dalla pressione del Purgatorio di Dante, questo del tutto inutile.
Le due tracce sembrano altamente semplici, una sul bene e il male ai giorni nostri, e l'altra su ragione e sentimento, binomio imprescindibile all'interno di ognuno di noi. Guardo la prof in attesa dell'ispirazione, confusa e un po' infastidita, oltre che ancora completamente assonnata, e questa dichiara con estrema calma "ho scelto questi temi perchè negli ultimi giorni sono uscite tante notizie di attualità, anche sui giornali, quindi non avrete difficoltà a sostenere le vostre argomentazioni.
La mosca che salta al naso; ora, io sono stata in Turchia fino al giorno prima, e il giorno prima ho dormito perchè ero stanca morta, oltre ad aver studiato fisica e astronomia per le verifiche successive, in attesa di avere gli appunti di Platone. La prof poteva almeno dare uno sguardo verso di me, accorgersi che ero in classe e che magari non potevo avere la minima idea di come argomentare con temi di attualità quelle due tracce??.
Illuminazione. Sarà stata la rabbia, sarà stata l'ennesima delusione dei miei compagni di classe, ma ho deciso di non fare nessuna delle due tracce, di scrivere invece quello che mi pareva, consapevolissima del fuori tema assicurato. 
 
2 battuta: ITALIANO (tema)
Continua il delirio, copiando all'impazzata 7 facciate di pazzia. Alla fine dell'ora la solita, patetica supplica dei miei compagni di classe, alla ricerca di qualche minuto in più per copiare i loro lavori, ricercandoli nell'ora del Protosoo. C'è il normale dibattito, chi vuole l'ora del Protosoo, chi l'ora di lunedì. La Mela ci propone 15 minuti dell'ora del Protosoo, che nel frattempo entra in classe - è già suonata la campanella - e accetta senza problemi la proposta. Noi però vogliamo entrambi, e la prof ne esce con un "o l'uovo o la gallina". A breve, avrete il testo del tema.
 
3 battuta: BIOLOGIA (fine tema)
La mia prima ora di biologia dell'anno scolastico inizia con il finire di copiare un tema di cui non avevo proprio idea dell'esistenza: che meraviglia.
Mentre noi copiamo i nostri temi Baricca copia i suoi schemini perfetti alla lavagna, facendo cadere un paio di volte il cancellino pieno di polvere di gesso per terra. Poi passa a ritirare i temi, mentre io rimango con la mia espressione decisa a guardare la porta della classe, ora completamente sveglia.
prof: "dunque, i regni sono..." Regi: "animali, vegetali, minerali!" Baricca guarda male Regi e con un sorriso lo manda gentilmente a quel paese con un gesto della mano, poi inizia con le metafore delle matrioske.
prof: "gli streptococchi, quelli che causano il mal di gola, sono batteri veri" io: "eh, sì, e sono pure molto fastidiosi" 
 
INTERVALLO
Piadina al prosciutto e cioccolata della macchinetta del caffè; chiedo a Ila se la posso precedere perchè devo cercare la Glo, e lei, inebrata dal regalo di compleanno che le abbiamo appena fatto - la cintura che evidentemente aveva detto che le piaceva tanto - mi concede questo superbo favore. Io prendo in tutta fretta la cioccolata e vado alla ricerca della Glo...e mi accorgo che nella sua classe non c'è nessuno, e mi torna in mente che erano a teatro.
 
4 battuta: FILOSOFIA
Chiediamo qualcosa di Galileo he non abbiamo del tutto ferrato, e solo alla fine dell'ora mi chiede se io ho afferrato tutto; mentendo, probabilmente, annuisco. Detto questo, inizia a parlare di Cartesio. 
prof: "se perdete un pezzo...è finita" - con tono serafico -
 
5 battuta: STORIA
Ci lascia riposare due secondi, ancora dissolve qualche ritardatario dubbio su Galileo, poi iniziamo le letture di storia. Ce ne assegna poche perchè si lamenta che altrimenti non ce la facciamo a preparare tutto per giovedì, e che se nessuno si fa interrogare lei dovrà fare interrogazioni a tappeto.
prof: "dai ragazzi...che poi devo interrogare io...e non mi diverto - sbuffa -"
 
Note dell'au-trix: Prima o poi arriverà il tema, non disperate: è che oggi dovrei fare Platone, poi mi assorbirà, come sta facendo adesso, il match Godena-Caruana. Ale-Borgo mi interessa ugualmente, ma al momento sembra più propensa verso l'MI... canzone di oggi: "Vaffanculo" di Marco Masini.

IV Epistola

SCRITTI DEL CADETTO IV ANNO C.F.M.
Epistola IV, data dies Veneris, pridie Kalendas Decemberes, MMDCCXLII  AVC
(spero abbiate capito )
 
 Ritorno dalla Turchia, primo giorno
 
1 battuta: GRECO (Lirici)
Facciamo Saffo e spiega la lingua eolica perchè dice che sul libro non è spiegata molto bene. Maximus va a scrivere la forma baritonica di "tumòs" alla lavagna (cioè scrive "tùmos") e si sporca di gesso la guancia destra, in modo che io possa vedere la macchiolina bianca che gli dipinge il viso. Che caruccio.
 
Prof, chiedendo se notassimo qualcosa nella forma "anthropois": "Lo dice Romani, nei cui occhi scorgo il lampo della verità"
Romani:" ...non si confonde con il dativo plurale?" "L'eolico ha pensato anche a questo."
 
Prof: "Mi raccomando...non fate come quella mia alunna "mi raccomando, papà, se vai a parlare con Roncato ricordati di parlare bene..." e lui, al colloquio: "Mi scusi, mi scusi, professore, ma io non parlo bene..."
 
S'interrompe un attimo nella sua spiegazione per divagare su Dionigi d'Alicarnasso - questo sconosciuto - e si piega verso Giulz, sussurrandole "Non c'entra niente, però per caso tuo padre si chiama Paolo?" Giulia rimane sorpresa e scuote il capo, così Maximus si rimette composto sulla sedia e con espressione pensosa continua "perchè mi sembrava di aver visto un Ferraboschi in televisione, il presidente della Confindustria reggiana...oh, ragazzi, non è per chiedere favori, eh, non fraintendete!"
 
Riprende poi la sua spiegazione dei fenomeni dell'eolico, tranquillo. Ad un certo punto ci chiede cosa vuole dire secondo noi "turgido", termine da lui appena utilizzato, e si indispettisce un poco quando nessuno gli risponde. Al che propone il sinonimo "ridondante" e qualcuno ripete "rindondante", scatenando in lui un sorriso furbo e la domanda "da dove viene "ridondante"?" 
 
Prof: "Rindondante...voi dite, quello delle campane, din don...-facendo il gesto delle campane" / "Quando state versando della Coca-Cola in un bicchiere, e qualcuno vi chiama, voi fate "eh?" - si volta dall'altra parte, rispetto alla quale stava "versando" l'immaginaria bevanda - e la Coca-Cola finisce dappertutto. Quello è qualcosa di"ridondante"
 
2 battuta: LATINO (Cicerone, filosofo)
Traduce un pezzettino di Saffo e poi passiamo a Cicerone, e a leggere e tradurre i suoi pensieri da filosofo ("Vi piace questo Cicerone filosofo? ..no? Beh, lo facciamo lo stesso"), intervallati dalle imitazioni di Maximus di Catone nel Purgatorio. Finiamo con 15 minuti di anticipo ( "com'è che qui riesco sempre a fare tutto?" ) e decide, controllando sul suo ampolloso orologio, di interrogare una persona. La scelta cade proprio su Meri.
Durante l'interrogazione racconta di Goethe e del giovane Verter che imitarono un sacco di ragazzi...sparandosi un colpo di pistola in testa per amore.
Meri alla cattedra, cerca di coprire le note del testo che deve leggere a mano "prof, se vuole copro le note con la mano..." e lui "ma no, - si china - abbiamo potentissimi strumenti... - tira fuori un pezzo di carta velina da sotto la cattedra e lo posiziona sulle note - che poi sono di carta velina, quindi si vede lo stesso sotto..ma so che tu non guardi, Romani."
prof: "se mi dici che cosa è questo "locuti" e mi dici l'imperativo ti dò nove, altrimenti 8 e mezzo" Meri: "da loquor...loquere, loquemini" prof: "8 e mezzo."
3 battuta: ED. FISICA
Siamo in palestra grande con la IIEe io passeggio fra lo spogliatoio e la palestra. Ciarlo con la Gloria e mi sbafo con lei e Krusty il quadro di cioccolata al latte con nocciole della Ritter rimasto dal viaggio di ieri. Di nuovo, quando mi chino sullo zaino per rimettere via la cioccolata mi arriva la porta sul cranio, esattamente nel punto dell'altra volta; stavolta l'omicida è Fla. Parlo giusto due minuti con la Spagnola, per reciproca cordialità. In un momento di relax spogliatoiesco, chiedo a Giulia delle Olimpiadi della Matematica e scopro le diverse verifiche della settimana prossima.
INTERVALLO
Riesco a prendere la solita piadina al prosciutto, poi mi siedo al mio posto e mi ascolto "Little Girl". A metà dell'intervallo Giulz fa la sua comparsa in classe e si avvicina a me.
Giuliz: "Sono arrivata 20°! Son partita dal basso a guardare, e mi sono ritrovata al 20° posto! Che bello!" 
Dopodichè sparisce di nuovo, lasciandomi parecchio perplessa. Presto il cellulare a Krusty, che deve messaggiare con Mani2, il suo nuovo fidanzato [ebbene sì, l'amore volontario è sbocciato infine], fino alla fine dell'intervallo, quando io ascolto "Take my Breath Away" e lei mi tamburella sulla spalla dicendomi di riprenderlo, e di fare in fretta. Io non capisco perchè, e quando me ne accorgo mi volto verso la cattedra dove la prof è seduta da dieci minuti. Mi tolgo le cuffie dalle orecchie, e tento di spegnere quel dannatissimo i-pod che non ha intenzione di spegnersi.
Giulia in compenso entra saltellando come una matta e urla "Sara!" con tono vittorioso, prima di frenare immediatamente il suo entusiasmo notando che la prof è già in classe.
4 battuta: FISICA
Come detto prima, martedì abbiamo la verifica sui vettori. Dopo qualche spiegazione di ripasso, come la regola della mano destra - e a provarla mi sono slogata un polso - iniziamo i moti.
Giulia, tentando di spiegarmi la regola della mano destra: " poi ti calcoli - andando avanti e indietro con la mano e ruotando il polso, a pollice verso - il verso del prodotto"
5 battuta: STORIA
Parliamo di Lanzi, leggenda del Classico. Giulia ad un certo punto si stufa, sbuffa, e mi sistema a forza la giacca sulla sedia, dietro la mia schiena.
Parliamo della demografia degli stati moderni. Si propende per la favole delle api e si sparla degli avvocati.
la prof si avvicina a Sampei, nota inglesista della classe, e le porge il libro sotto il naso "leggimi questa frase, tu che sai leggere in inglese"; tutti quanti scoppiamo a ridere.
 
Note dell'au-trix: Odio il modo in cui questo blog non mette il carattere che mi pare; la canzone della giornata, con successiva mezza citazione,  è "Forgiven, not Forgotten" dei Corrs. 

I'm bound to thank...

I´ll be misunderstood
By the beautiful and good
In this city

Devo ringraziare Cindy e Gypeto; dopo quei commenti al mio incomprensibile intervento, che non è stato in effetti capito del tutto - molto meglio così - ho vinto tre partite di fila giocando in modo fantastico.

Quindi li ringrazio:

Grazie, Martina, per aver tentato di giocare a scacchi (!) e per aver provato a tirarmi su quando ero proprio nera di rabbia.

Grazie, Lorenzo, per avermi paragonata (lo so, lo so, scherzavi) ai "grandi degli scacchi" e soprattutto a Morozevich *_* ...ma anche per aver non solo letto, e oltretutto di aver ammesso di non aver compreso!

...va bene, non posso negare pure di ringraziare le miriadi di persone invisibili che mi avranno pensato durante questo torneo, facendo il tifo per me o comunque per la nazionale italiana; un grazie di cuore anche a loro, anche se non posso dirne i nomi perhè troppo vari e spesso non precisi.

Ai due sopra citati: per sdebitarmi, vedrò di organizzarmi; nel primo caso, di mettere a repentaglio la mia vita andando a prendere un gelato *sigh* con la neopatentata alla guida; nel secondo, minimo un incontro all'Ikea per degustarne anche lì l'ambito dolce da gelataio - o anche in altri luoghi, chissà.

Per Gyp: il momento nero per gli scacchi non è terminato...alla World Cup, II turno, Tiviakov è stato eliminato da un cinese; e Godena, al Campionato Italiano, continua solo a pareggiare; noooooo!!

 

 

                

Una turca (nel senso che il mio orologio segna l'una, e sono in Turchia)

13.58, Hall dell'albergo.
Probabilmente sul muro della salettina adiacente al bar c'è ancora la mia impronta del calcio che ho tirato ieri sera dopo aver visto al pc "Cf5".
Fra quello e Lexy non so cosa mi abbia fatto girare più le scatole.
Insomma, sono qui a -6 punti, con delle persone di nazionalità sconosciuta a fianco che parlano in una lingua sconosciuta - a dire il vero, quasi urlano - ad attendere che mia madre rilevi il mio posto, così io posso andare a riparare il giabanino che ho acquistato per 8 lire turche e che ovviamente non è nemmeno arrivato integro in albergo; poi arriveranno le ore 14.30 per andare a giocare a quel gioco altamente ingiusto che sono gli scacchi.
Comincio a pensare che rappresenti davvero la vita. E' ingiusto allo stesso modo.
Insomma, non è possibile che uno giochi con Caissa appoggiata alla spalla che suggerisce le mosse, e alla fine riesca a buttare in zeitnot un Re nero in g4 con tutti i pezzi bianchi intorno - e ancora le Donne in gioco - e poi non ci sia matto! Assurdo!
Come assurda è anche Ce6, e Cf5 come risposta. Tremendamente assurda.
E Lexy che ha osato dire "il Nero sta meglio". L'avrei preso a pugni o a calci. Invece avevo già preso a calci un palo, dato quattro testate ad un altro, lanciato lo zaino con il record del lancio del peso, e mi sono sfogata contro il muro (vedi sopra).
 L'unica cosa che può sperare il Nero è che io ripeta la posizione [che è effettivamente l'unica cosa che posso fare]. Se non ripete, perde. Incredibile.
E invece, no! Non ha ripetuto la posizione. E poi ho perso io. (oltretutto, quell'imbecille di una russa non ha nemmeno visto il matto in due che c'era per lei. Se l'ha fatto apposta, ha perso il mio saluto per altre 6 vite almeno).
Ingiusto, non ci sono altri termini.
 
Il Coch sembra essere contento. Io non lo sono, al momento sono solo arrabbiata.
 
Deve capire che se ha rubato finora, adesso cambia la musica; e credo che solo questi bruciori glielo mettono in testa.
 
E' vero. Ora deve davvero cambiare la musica.
 
PART II
 
ore 14.09
Mia madre è ancora a pranzo, e non capisce che magari vorrei andare in bagno, o in camera a riposarmi, o a sentire la musica. No, figurarsi, continua a rimanere là a conversare amabilmente. Ora arrivo in ritardo di un tot di minuti ogni minuto di ritardo accumula, perchè devo fare un tot di cose.
La musica comunque non sembra cambiare. Per gli altri, almeno, quella musica non cambia, e non è mai cambiata.
Per me ha cambiato strumento almeno tre-quattro volte, ma la melodia è rimasta la stessa, sia che fosse una chitarra, un violino o un pianoforte.
E' lo stesso ritornello che continua a rimbombarmi nelle orecchie, quel sound che non ti si leva dalla mente, che quando rimani a pensare, magari su una scacchiera, continua a importi di canticchiarlo.
Come un disco rotto, ma incastrato nel grammofono.
...qualcuno sa dov'è l'interruttore?

III Epistola

SCRITTI DEL CADETTO IV ANNO C.F.M.

Epistola III, data dies Veneris ante die  XVIII Kalendas, November, MMDCCXLII  AVC 

(libera ripresa etc. )

 

1 battuta: GRECO

Si distribuisce una circolare da riconsegnare firmata entro lunedì, identica ad una consegnataci per la conferenza di sabato circa una settimana fa. Poi inizia a parlare di Ipponatte, con la premessa che il suo professore universitario era specializzato in quell'autore, e aveva sempre il naso rosso (lasciando a noi libera interpretazione). Passa a discutere poi del tema di vendere l'anima al diavolo, come non si sa, chiedendoci chi fosse stato il primo a scrivere di questo tema.

prof: "Chi per primo ha parlato di questo tema?" [qualcuno, conoscendo il professore, azzarda un Goethe, ricevendo un sorriso e un cenno divertito di diniego] "Marlowe. Philip Marlowe. Christopher Marlowe, scusate, quello era l'investigatore..." Ma dopo precisa che ci sarà qualcuno che riprenderà il tema, e noi in coro "Goethe con il Faust!".

Poi inizia a fare una delle solite divagazioni su Dante, quando finalmente riprende a parlare di metrica. Il topic è l'importanza della terzina, dal punto di vista teologico e logico, e noi che con il Catalettico di Dante avevamo fatto ben poco, e quello che avevamo fatto non ce l'aveva mai chiesto, facciamo praticametne scena muta o spariamo cavolate a randa. Insomma, passa un buon 10 minuti a spiegarci la storia di Dante e delle accuse nei suoi confronti, per poi arrivare finalmente a capire che seguiva la filosofia della Scolastica, dopo un periodo averroistico.

prof: "Perchè state muti come pesci...fritti?"

Inutile tentare di fermarlo, in seguito passa a discutere delle ottave di Ariosto secondo il suo solito copione. Insomma, riusciamo a fare Dante, Ariosto, Marlowe e Ipponatte in una sola ora, e prima del suono della campanella riesce anche ad interrogare la Coulomb e a rifilarle 7.

2 battuta: LATINO (Cicerone)

Iniziamo a leggere le Tusculanae Disputationes e interroga Rocchi-Sampei, pur durante la lezione.

prof: "Ma sì, l'innocenza brilla nei vostri giovani occhi"

prof: "Chi era questo Scipione?" Sampei: "Era Scipione l'Emiliano" prof: "Sì...l'emiliano, quello dei tortelli e dei cappelletti...molto regionale."

prof: "Come si chiamava in realtà?" Sampei: "Lucio Emilio Paolo" prof: "e suo padre?" Sampei [convinta]: "Lucio Emilio Paolo!" prof: "e...il nonno?" Sampei: "..." prof: "Lucio Emilio Paolo! Come volete che si chiamasse, con la fantasia che avevano i Romani?"

prof: "Dov'era nel...?" [nessuna risposta] "Ma era a distruggere Cartagine, Giovabbacco! Era la sua "mission"!"

3 battuta: ED. FISICA [o più realisticamente, FISICA]

Dopo i soliti dieci minuti passati in classe dopo il suono della campanella compare la Diiodinadizinco e ci spiega che lunedì dovremmo correre a sentire Corrado [il Segugio originale] allo Spallanzani; in poche parole, dovremmo solo spostare due verifiche e un'interrogazione. L'unico che non avrebbe niente da ridire è il nostro Umberto, ma riusciamo nei nostri confabulandi piani a scasinare anche la sua povera ora di religione.

La strategia è: chiediamo a Maximus se viene in classe un quarto d'ora prima, facendo cambio con Umberto gli ultimi 15 minuti della prima ora, così abbiamo recuperato il tempo dell'intervallo che di solito ci teniamo per la versione; lasciamo alla ZnI2 l'incarico di chiedere alla VallyVally se sposta la verifica a mercoledì [se ricordate da ieri, inderogabilmente fissata per lunedì, nonostante il regolamento vieti di fare due scritti lo stesso giorno] e di domandare alla Melotti, che le fa perdere due ore già sabato, se può darci l'ora.

Finalmente in palestra, rimango "lathe" a ripassare fisica nello spogliatoio piccolo, fra i dilemmi di un amore volontario [quello messaggistico di Krusty, nato alle riunioni dei Volontari della Croce Rossa ma ancora ignorato da entrambi i facenti parte] e quello uscente [nel senso, legato all'uscita di lunedì con la IIIC] della Fla.

Successiva discussione sui presunti 12000mq di piscine di Antalya, un dieci minuti di battute e risate che se fossero registrate farebbero ridere pure la Bindi.

Suona inaspettatamente la campanella dell'intervallo - io ho sì e no ripassato la definizione di vettore - e mi chino a rimettere il libro in cartella, quando l'Elly prorompe nello spogliatoio aprendomi la porta in testa, senza immediato dolore o effetti collaterali.

INTERVALLO

Un solo minuto per scavalcare tutta la fila dal paninaro e conquistare la tanto agognata piadina al crudo.

La testa, prima sana e tranquilla, ora brucia da morire e mi sento un bernoccolo come la cresta di un Klingon. Oltretutto, dal male vado in giro come se fossi un pinguino, travolgendo tutto quello che incontro - con successivi microtraumi. Tentativo di ripasso fisica, ma con la testa che scoppia è davvero dura.

4 battuta: FISICA

Parliamo della follia dilagante, dalle violenze agli stadi agli studenti che picchiano i professori, passando per chi tira di clacson se uno si ferma davanti alle strisce per far passare un pedone ai compagni di classe che filmano una povera ragazza investita da un tram e poi commentano ridendo, giungendo alla conclusione della prof "Penso che gli animali siano molto più sensibili e onesti degli uomini" che non è per niente falsa. Poi, finalmente, iniziamo gli esercizi sui vettori.

Alla fine di una grande epopea accetta la Giulz come volontaria per l'interrogazione [con grande sollievo della mia testa] e fa fare esercizi a lei.

In uno di questi c'è un triangolo che ha come lati vettori per moduli di 6, 8 e 10 e dall'alto della mia grande cultura pitagorica [...] enuncio che il triangolo è retto. Parliamo un po' delle terne pitagoriche e delle proporzioni io e la maga Zurlì [perchè gli altri manco sanno cosa siano] mentre Giulz rimane un po' perplessa sul da farsi.

prof: "Ma dai, le avete fatte le similitudini, no?" noi: "No!" prof: "come no?" Maramò: "Guardi che siamo ignorantoni, prof..."

[Giulz è alla lavagna e sta iniziando a fare delle poligonali per capire la risultante di un paio di vettori] prof, dal fondo della classe: "no, no no no no!" la Giulz si gira nel panico verso di lei "come no?" e la Zurlì: "Ma no, non dicevo a te!"

[la Giulz tenta di spiegare perchè un vettore risulti 5 a Maramò] "perchè vedi, questo coso [indica un triangolo] è equilatero..." io: "Giulia, è un triangolo" e lei "non mi veniva il termine "triangolo""

5 battuta: FISICA

Continua il testing della mia compagna di banco, che esordisce dopo un due minuti di riflessione [nei quali io stavo scoppiando a ridere] sulla domanda "se hai due vettori, uno di modulo 10 e uno di modulo 8, quale sarà la loro somma minima e come verrà rappresentata?" con un "prof, che vuole dire con somma minima?" al che la prof va alla lavagna [e io mi trattengo a fatica dal ridere] e le disegna un po' di vettori sparsi qua e là, e finalmente ci arriva indicando i due vettori con direzione comune, ma verso opposto. "Il tiro alla fune" annuisce la maga Zurlì.

Al termine dell'interrogazione di Giulia, cacciata al posto con un "vai via, via, troppo brava" la Zurlì spiega come sommare i vettori nel piano cartesiano, e io inizio a fare casino con i disegni.

Quando suona la campana io e Giulia ci avviciniamo alla cattedra e chiediamo il voto dell'interrogazione [io ascolto attentamente]. Lei risponde qualcosa con un "mezzo" e Giulia chiede di ripetere, al che la prof fa "quattro e mezzo" piuttosto seria; subentro io e faccio "per due, però" sorridendo - e con sorriso di risposta - per poi correre alla fermata del tram e delirare con Giulz paragonando il suo voto ad un prodotto di uno scalare (2) per un vettore di modulo quattro e mezzo.

 

Note dell'au-trix: Oggi propongo un indovinello: Mussolini, Hitler, Chamberlain, Daladier: chi vincerà?

Epistola II

SCRITTI DEL CADETTO IV ANNO C.F.M.
Epistola II, data dies Iovis, Idus November , MMDCCXLII  AVC
(libera ripresa del "diario del capitano" del signor L.G.C., che mi dicono a sua volta ripreso dal blog di un certo Giorgio...;-) )
 
1 battuta: ITALIANO
Consegna del saggio breve (ovviamente terminato di scrivere circa un'ora prima), e scoperta della mia verifica su Dante dispersa nel registro della prof
"ah, ecco dov'era finita..."
Si parla di Machiavelli, con la solita lettera a Vettori [sarà l'influenza di fisica o è proprio lui?] che non riusciamo a finire nemmeno oggi. Ci propone di "usurpare" il lavoro agli altri professori, chiedendoci se vogliamo fare delle lezioni su Galileo.
"Del mostro che è metà maschio e metà bestia"  *e quale sarebbe la differenza?*
2 battuta: CHIMICA (o per meglio dire ASTRONOMIA)
Arriva con parecchio ritardo, ma essendo il Protosoo lo scusiamo senza difficoltà. Ci consegna tutte le schede di astronomia che dovremo fare (così io me le studio in Turchia) e poi inizia a spiegare le coordinate degli antichi (ovvero, come facevano a calcolare l'altezza di una stella). Quando il Protosoo disegna l'azimut io sono ancora a tentare di fare l'emisfero celeste.
prof: [scritta alla lavagna] "in direzione SUL (punto cardinale)"
Passiamo poi all'esperienza di Eratostene, dove dimostro il meglio di me tracciando una circonferenza che non è nemmeno ovoidale (e probabilmente nemmeno circonferenza). Ci mettiamo circa cinque minuti a fare 40009 - 39375 per calcolare di quanto si sia sbagliato Eratostene, che a dire il vero è un po' sfortunato [nonostante il commento di Sara] perchè Siene e Alessandria d'Egitto non sono sullo stesso meridano, pace all'anima sua.
Sara: [vedendo i calcoli alla lavagna] "questo si chiama colpo di fortuna"
3 battuta: MATEMATICA
Entra in classe ed interroga la Giba e la Babbi sui compiti che ha dato a casa, che ovviamente non sapevamo risolvere come voleva lei perchè non ci ha spiegato il procedimento. Prima chiama Richard, l'unico assente di ieri, e chiede a lui il "misterioso procedimento", senza certo ottenere risposta. Lo "grazia", minacciando il prossimo facente scena muta con il suo solito "vi sbatto tre".
prof: "l'insieme ha come elementi 0, -1, 1...oh, 4 lo scrivo sotto perchè non ci sto" [stava scrivendo a metà lavagna, ndF.]
prof: "l'insiemistica l'avete fatta, no?" Giulia: "chi è che ha fatto l'insiemistica? *perplessa*"
INTERVALLO
Piadina, tranquillità assoluta.
4 battuta: INGLESE
Alla caccia del laboratorio che abbiamo solo al lunedì, e la verifica è categoricamente fissata per lunedì. Conversazione con Kelly che è stata molto brava in italiano (ha scritto qualcosa che ha fatto leggere alla prof, a quanto pare). La Vally Vally si siede ad ascoltarla davanti al primo banco poi inaspettatamente inizia ad interrogare la Giba [seduta di fronte a lei] e dopo cinque minuti chiama la Meri [seduta dall'altra parte della classe] a raggiungerle per l'interrogazione. La VV resta a sedere davanti alla cattedra.
prof: "da qui vi controllo meglio che da là sopra" [io sono di almeno 10° fuori dal suo campo visivo, essendo in prima fila praticamente di fianco alla cattedra, quindi faccio i cippi miei tutta l'ora]
Giulia: " 'Shall I compare you to a summer's day?' No please, go away" [fa il gesto con la mano più una linguaccia]
Termina l'interrogazione con la massima "è questione psicologica, quando non sono alla cattedra vi esprimente meglio" e, una cosa giusta finalmente, ci fa una testa cosmica con il prologo di Romeo&Juliet.
5 battuta: STORIA
Lezione sui pazzi e la nascita dei manicomi, in vista della conferenza di sabato alle Magistrali. Ci consegna delle fotocopie sul San Lazzaro che sono graffettate in basso a sinistra che in realtà sono un capolavoro di intelligenza applicata [dopo tutto, sono opera del grande Ostilio] perchè se graffettate normalmente all'interno sarebbero illeggibili.
prof: "oggi leggiamo questo testo sull'introduzione degli "hopitals" di Foucault, poi domani finiremo le fotocopie sul San Lazzaro" e Regi "ma prof, domani ha restituito l'ora alla professoressa di fisica". La Diiodinadizinco ci guarda sbattendo le palpebre un po' perplessa, poi abbassa lo sguardo sul foglio e continua "allora oggi facciamo quello che riusciamo a fare" e inizia a disporre tagli sul testo di Foucault.
 
Note dell'au-trix: Chiedo umilmente venia a Giorgio per lo scopiazzamento convulsivo dei vari format da lui ideati.
                                    Commento al commento di Gypaete: Beh, da Santanchè a Santaqualcosa...c'è sempre un pronome indefinito dopo.

I epistola

SCRITTI DEL CADETTO IV ANNO C.F.M.
Epistola I, data dies Mercurii, pridie Idus November, MMDCCXLII  AVC
(libera ripresa del "diario del capitano" del signor L.G.C.)
 
1 battuta: FILOSOFIA
La mia verifica si farà entro il 5 dicembre; facciamo Galileo iniziando il "Dialogo sopra i due massimi sistemi". Nessuno che si offenda a leggere la battuta di Simplicio ("Questo mi pare un parlar molto risoluto ed ardito") così è la prof stessa a leggere la frase, e con particolare enfasi. Poi si dilaga sugli ablativi assoluti del povero Galileo...
prof : "Se abbiamo una statua ed un uomo e prendiamo una piuma, la statua non sentirà niente ma l'uomo avrà il solletico"
2 battuta: ASTRONOMIA (o per meglio dire CHIMICA)
Sembra che abbia le verifiche: 82/100, 8+, il che ha dell'incredibile. Krusty ha preso 6- e si sbraccia nel ringraziarmi. Io nel compenso non so come ho fatto a beccare metà degli esercizi, a parte illuminazione divina probabilmente, sopratutto quello dei chirali...no, quello lo ammetto, è solo merito nella mia testa bacata. In compenso, ho fatto cinque isomeri, è vero, ma in due di questi a parte girare la molecola dall'altra parte ho scritto CH2 o CH-H in fine di catena, il che è perfettamente identico...
3 battuta: FILOSOFIA
La prof era rimasta in biblioteca durante la sua ora buca e non ha sentito la campanella suonare; insomma, miracolo divino, è arrivata con 5 minuti di ritardo. Riprendiamo Galileo, e cerco di trovare il modo di ripassare inglese...
INTERVALLO
Alla ricerca della dinastia Tudor, seppellita chissà dove e chissà quando nel libro di inglese...
4 battuta: INGLESE
Ho la sfortunata idea di offrirmi, ma tanto mi avrebbe interrogata lo stesso. Mi impappino parlando in inglese - il che è piuttosto strano - e non riesco a mettere due parole di fila. 6 e mezzo è tutto quello che riesco a racimolare su 8.
5 battuta: MATEMATICA
Come solito ci manda nel panico presagendoci una verifica su cose che, come solito, non avremo mai visto in classe. Scende il panico, rischiarato da un "Giulia" stridulo diretto al banco vicino al mio.
Gare di matematica: quest'anno non ci sono comunque, quindi la non convocazione brucia meno di quanto non debba fare. Rimane sempre quel buchino vuoto da qualche parte, che viene appena appena riempito da un "per le prossime chiamerò poi qualcun altro..."
Quella orrida verifica dell'altra volta sembra che sia stata da 6 e mezzo. sempre meglio di niente, sempre meglio di un pugno in un occhio; ricordarsi di concentrarsi sulla matematica, la prossima volta.
6 battuta: LATINO (Catullo)
Semper Maximus. Ci lascia riposare, ci ricorda guardando le disequazioni con i moduli alla lavagna di quando toccava a lui eseguirle; poi interroga Richard, che si presenta alla cattedra con Catullo e sciarpa della Reggiana al collo.
prof: [con sorrisone] "non so perchè, Manzini, ma non mi sembri molto catulliano"
Lo interroga pure sulla sciarpa, dato che non sa che è della Regia. Poi passa finalmente a Catullo, anche se finiamo al solito a parlare di politica e politici.
prof: "Mi sono sintonizzato su un programma TV...e uno degli ospiti di questo show ha detto "non parliamo dell'onorevole Sentaqualcosa [..non ricordo il nome], ma non facciamo nomi".
Più un'altra castroneria di un altro ospite dello stesso programma che parlava indifferentemente di ideale e ideologia, così Maximus ci ha spiegato per l'ennesima volta cosa è l'uno e cosa è l'altro, per poi procedere finalmente con il latino.
prof: "anche noi siamo andati a Rimini come Cesare, con la nostra macchina piena di equipaggiamenti estivi, il materassino, i costumi da bagno...come l'arrivo di Cesare? No!" 
 

t al quadrato

[ Non so quanti di voi riconosceranno in questo titolo parti di formule fisiche di velocità, screening quantistico, caffetteria espresso e cose del genere.

Fatto sta che questo intervento è nato come spazio dove delirare a ruota libera sul tempo.

Eh già, perchè il tempo stringe, e noi della IIC, ad oggi, 30 Ottobre, a parte una strana identità Krusty-forme non abbiamo ancora fatto il tema di filosofia sul tempo, da consegnare in data 31 Ottobre alla nostra clarissima et honestissima professoressa.

Ora, dati scientifico-mariann-empirici dimostrano che per me scrivere senza freno sul blog risulta molto più produttivo che star lì a filosofeggiare sul pensiero di vecchi bacucchi di anni fa. Messa questa clausola come disclaimer, così che voi non dubitiate più di tanto della mia sanità mentale, inizio a comporre per questo delirantissimo tema. ]

[1][D'accordo, dicevamo, il tempo: il tempo fino al pensiero greco] ha(1) una concezione ciclica e strettamente legata all'idea(2) terrena, collegata [2][allo scorrere del tempo], nel verificarsi del cambiamento delle stagioni, nel susseguirsi di albe e tramonti, notti e giorni. Pensate a quanto dovessero essere meravigliati gli umani a quel tempo, quando sapevano(3) sì e no che il Sole ruotava loro intorno, ma che ci metteva del TEMPO a fare tutto il suo tragitto!

Il tempo ciclico è quindi un tempo cosmico, governato dal movimento delle sfere celesti. [3][Ma lo] stesso tempo(4) è anche governatore del mondo e signore del cambiamento, influenzando così non solo stelle, piante o animali, [4][ma giustamente] anche le vite(5) dell'uomo -ebbene sì, vite, al plurale. Basti ricordare i miti orfici o le [5][ciarle] dei pitagorici sull'immortalità dell'anima e della metempsicosi per giungere ad un ciclo potenzialmente infinito di nascita e morte - Certo, per i pitagorici questo sistema è finalizzato alla purificazione dell'anima, e implica quindi un determinato tempo per giungere a compimento - finchè l'anima non raggiunge lo stato di beatitudine, [6][al quale si tende solo con la filosofia. Ma questa è un'altra storia...]

[7][Tornando al tempo universale, questo appunto vede,] durante il suo corso il ripetersi ciclico di eventi, una sorta di [8][moda mundis] con periodi che sono certamente più lunghi [9][dei 40 anni dello yo-yo,] ma allo stesso tempo ugualmente finiti(6) .

E proprio questa finitezza delle possibilità, questa ciclicità degli eventi, fa sì che il tempo sia a tutti gli effetti finito [10][- c'è un inizio, e c'è una fine -] ma la sua [11][figura] circolare ne individua(7) anche la ripetitività, contribuendo così a creare somme di tempi tutti uguali fra loro, [12][ ma che sono quindi infiniti!]

[13][Ma questo è forse un volo troppo ardito, quindi leviamoci le ali da Buzz Lightyear e ritorniamo al nostro Dedalo in pietra, davanti ad una meridiana.]

[14][Tornando al ciclo del tempo, possiamo rientrare nella sua] vastissima area(8) anche analizzando gli elementi primi individuati dai [15][primi fisici] dell'antichità che vedevano nel movimento di queste basi azotate(9) identificate con i più svariati elementi naturali et non [acqua, apeiron, aria, fuoco, nous e chi più ne ha più ne metta] la creazione(10) di tutte le cose materiali di questo mondo. Ma, dato che nel movimento c'è un prima e un dopo per definizione - o non ci sarebbe movimento - ne consegue che il tempo esiste addirittura precedentemente alla materia come derivato dall'eterno [16][- la sostanza prima, appunto, scegliendone una delle tante come tale -] e diviene insieme [17][a questa] per giungere ad un punto, e da lì cominciare - o continuare? - il ciclo.

[18][Addirittura Empedocle] precisa questo avvenimento, introducendo più di un elemento precostituente, [19][ossia] quattro - acqua, aria, fuoco e terra, [20][per precisare] - che non hanno [21][definita un'origine od una fine,] ma si mescolano e cambiano in un eterno ciclo, diviso in due periodi caratterizzati dall'unione o dalla [22][completa separazione di questi elementi.]

Questi esempi collimano(11) nell'epicureismo e nello stoicismo con il mito dell'eterno ritorno; precisamente, se per gli epicurei di stampo [23][Democriteo] nulla si crea e nulla si distrugge, per gli stoici si arriverà ad un [24][momento determinato,] quando tutti gli astri del cielo avranno le stesse posizioni [25][di quando furono creati, in cui] tutto si fonderà in una grande conflagrazione dalla quale avrà inizio [26][poi] un nuovo [27][ciclo] universale perfettamente identico al precedente. [28][Se fosse così, aspettatevi di rivedervi fra un sacco di anni] gli stessi identici voti nelle stesse identiche materie, e sarà perfettamente inutile se starete più attenti dopo esservi scottati un dito con l'acqua calda, perchè succederà inevitabilmente di nuovo.

Secondo questa concezione [29][l'opera dell'uomo è perfettamente nulla come forza attiva nel cambiamento della storia:] esso è subordinato alla storia stessa,[30][ che si ripeterà che lui lo voglia o no.](12)

[31][Ma lasciando stare per un momento] il fine del tempo, che sembra tendere al raggiungimento di un attimo finale [32][che coincide] con un nuovo inizio, [33][ragioniamo] su cosa [34][in effetti] sia il tempo[35][: domanda](13) non potrebbe aver miglior risposta[36][ nel pensiero antico che quella logica di Aristotele: ] "il tempo è misura del movimento secondo il prima e poi". [37][Questa frase che pare non voler dire molte cose in realtà è ricca di un sacco di significati. ] Il tempo è [38][una] misura, il che significa sia che è misurabile - o non servirebbe [39][a niente] come misura - sia che [40][serve alla misurazione.] Infatti, cosa sarebbe il movimento senza inquadrarlo nelle due dimensioni spazio-temporali? Un bel niente, perchè si cadrebbe nell'ammettere un movimento [41][perpetuo]. Il tempo è [41]strettamente legato al movimento, come dimensione appunto indispensabile dello stesso [siamo ancora Icari in volo, se arrischiamo a intravedere una unione fra lo spazio e il tempo solo negli ultimi tempi unificati da Einstein?]  E il tempo si compone di passato e futuro, ovvero la parte di movimento già avvenuta o ancora da avvenire. Difficile - per Aristotele impossibile - individuare anche il terzo momento del tempo, il presente, che appunto in virtù del suo essere momento non è percepibile; non è possibile nè anticiparlo nè segnalarlo postumo, in quanto va a cadere o nel futuro o nel passato.

Come abbiamo già detto, il sistema del tempo ciclico è adatto a spiegare i fenomeni temporali della tradizione pagana che si fonda sull'osservazione del movimento degli astri, illustrato anche da Platone nel Timeo.

Altra cosa è la concezione del tempo lineare, che al pari della vecchia idea di tempo (un cerchio) si può geometricamente rappresentare come un segmento di retta avente un inizio ed una fine. Per essere più precisi, sarebbe meglio rappresentarlo come vettore, avente modulo pari alla durata di tutto il tempo e verso dal passato al futuro.

Ma chi ha stabilito questa definizione di tempo, con i suoi due estremi? Dio. Dio, con il suo atto di creazione ha scatenato l'inizio del tempo, la separazione del tempo dall'eterno, e sarà lui che ne stabilirà la fine come illustrato dai testi apocalittici sia ebraici che cristiani.

Un confronto fra i due diversi pensieri, uno pagano e l'altro ebraico-cristiano, lo pone S.Agostino nelle sue Confessioni.

Qui Agostino passa in rassegna tutti gli aspetti del tempo inteso come lineare, apprezzandone le sue origini divine. "In principio Dio creò il cielo e la terra" Recita la Genesi, indicando che il tempo e il mondo hanno stessa origine, create da Dio simultaneamente dal nulla, dando via allo scorrere dal tempo da quell'atto creazionistico. Qualcuno potrebbe porre la questione che Dio è certamente preesistente al mondo, se è Lui che lo crea, e con questo obiettare che il tempo esisteva già prima delll'universo. Questa opposizione è sbagliata, in quanto Dio è estraneo al tempo, immerso nella dimensione dell'eterno, in un costante presente che non scorre mai, e dal quale il tempo ha origine.

Dio pone invece il mondo e gli uomini in un tempo finito tendente con il suo scorrere alla fine. Questo progresso temporale va da sè che implichi un'irripetibilità degli eventi attraverso i movimenti e l'instabilità propri del creato, creando così la storia, che è finita e separata in presente, passato e futuro che in realtà non esistenti se non all'interno dell'anima umana [come si fa a dire che esiste qualcosa che non c'è più, o allo stesso modo concepire qualcosa che ancora non esiste? E come trattenere il presente, istantaneo, quel tanto che basta a renderlo abbastanza lungo da poter essere individuabile?] , capace attraverso la memoria, la percezione e l'aspettativa di figurarsi queste tre fasi, attribuendo così un aspetto totalmente umano al tempo, separato dall'eternità divina.

Agostino interrompe così il cerchio del tempo ciclico spezzandone gli infiniti lati che compongono la figura [senza dimenticarne la dimensione finita, però] e mettendoli tutti sulla stessa retta, in modo tale che questa sia una successione di fasi che sono unici e non ripetibili nel tempo, perchè risalendo questa linea temporale non troveremo mai due volte lo stesso punto.

Finalmente il mostro aiòn che dominava il mondo pagano precristiano viene soggiogato al Creatore del tempo, capace anche di fermare gli astri come recitano ancora le Scritture. Questo non implica uno slegamento dell'uomo dal tempo, dove vi è ancora immerso fino al collo: anzi, proprio nell'ineluttabile scorrere del tempo l'uomo si rende conto della propria natura mortale, vedendo sempre davanti a sè la propria morte, la fine del suo tempo, senza sperare nella salvezza mitica dell'eterno ritorno.

Noi comuni mortali siamo ancora schiavi della temporalità, come sempre siamo stati da che esiste il tempo, per quanto noi possiamo e riusciamo a misurarlo. A volte come bambini giochiamo con il tempo, portando ore avanti e indietro, cambiando pagina del calendario o batterie all'orologio, festeggiando il suo scorrere come idolo a Capodanno o nei compleanni. Ma nessuno di noi, muovendo lancette, attraversando linee convezionali del cambiamento di data o rovesciando clessidre riuscirà a fermare l'ineffabile tempo, effimero come granelli di sabbia.

 

[10-11-'07] Le parentesi numeriche che vedete fra le varie righe fanno parte di un progetto di notazione che sto organizzando su questo testo: in realtà infatti, questo tema non è quello che è davvero stato consegnato alla professoressa, ma ha subito varie e a volte estese modifiche...Inoltre, per correttezza e per una sorta di commento-confronto, riporterò anche le correzioni della professoressa.

 

LEGENDA

 

[]      Modifiche al testo - Note in testo originale

()      Correzioni

ABC  Miei commenti da autore esterno, o riflessioni sul momento della scrittura della nota

//      A capo nel testo integrale, modificata dal testo originale

[]      Prefazione limitata al testo sul blog - ovviamente, non potevo certo consegnare un tema con su scritto roba del genere...

 
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